A diciotto mesi dall’insediamento della giunta regionale guidata da Stefania Proietti, il segretario regionale della Lega e deputato Riccardo Augusto Marchetti fa il punto sui principali temi dell’attualità umbra: dalla sanità alle infrastrutture, passando per il caso Sogepu fino alle prospettive politiche di Città di Castello. Un confronto a tutto campo durante la trasmissione In Primo Piano.
Marchetti, partiamo dalla sanità. A un anno e mezzo dall’insediamento della giunta Proietti il tema continua a essere quello che preoccupa maggiormente gli umbri. Prima il confronto sull’aumento della pressione fiscale, poi le liste d’attesa e adesso l’ipotesi dell’ASL unica. Secondo la Lega è davvero questa la strada giusta?
«No, e lo diciamo da tempo. L’ASL unica rischia di cambiare profondamente il modello sanitario umbro, accentrare tutto e allontanare ancora di più i servizi dai territori. Per questo ci siamo mobilitati fin dall’inizio, sia in Regione che nei Consigli comunali.
Ma il punto centrale è un altro: i cittadini aspettano risposte. In campagna elettorale erano stati presi impegni precisi sulle liste d’attesa e oggi, invece, continuiamo a raccogliere testimonianze di persone che aspettano mesi per una visita specialistica o che sono costrette a rivolgersi alle Marche, alla Toscana o al Lazio per curarsi.
Non lo dico soltanto come segretario della Lega. Lo vedo ogni giorno parlando con le persone. Ci sono famiglie che vivono situazioni davvero difficili e credo che chi governa debba partire proprio da queste esigenze.
C’è poi un’altra contraddizione evidente. Da una parte si chiede ai medici di fare uno sforzo ulteriore per abbattere le liste d’attesa, dall’altra aumenta la pressione fiscale proprio su quella categoria. Sono scelte che rischiano di produrre l’effetto opposto.
Noi siamo all’opposizione, ma questo non significa dire sempre no. Se ci fosse la volontà di aprire un confronto serio sulle soluzioni, la Lega sarebbe pronta a fare la propria parte. L’obiettivo deve essere uno solo: dare risposte ai cittadini.»
Restiamo sui temi regionali. La presidente Proietti sostiene che il Governo nazionale stia riservando poca attenzione all’Umbria sul fronte delle infrastrutture. Lei, invece, respinge questa ricostruzione. Perché?
«Perché credo che i fatti raccontino una realtà diversa. Negli ultimi anni sono stati avviati investimenti importanti: penso alla riqualificazione della ex FCU, all’elettrificazione della linea, alla Tre Valli, ai progetti sull’alta velocità e a molte altre opere che hanno preso forma durante il governo del centrodestra.
Le infrastrutture, però, non si realizzano con gli annunci. Servono progettualità, confronto continuo con il Governo e la capacità di portare sui tavoli ministeriali le esigenze del territorio.
Io ho un rapporto costante con il ministro Salvini e quello che emerge è una situazione diversa rispetto a quella che viene raccontata. Da quello che mi risulta, dalla Regione non sono arrivate richieste particolarmente significative su alcuni dei principali dossier.
Credo che oggi il vero problema sia politico. All’interno della maggioranza regionale convivono forze che hanno idee molto diverse sul tema delle infrastrutture. C’è chi continua a dire no alle nuove strade, alle opere pubbliche e agli investimenti. È evidente che governare diventa più complicato quando manca una linea comune.
L’Umbria ha bisogno di collegamenti moderni e veloci. Le infrastrutture non sono un lusso, ma una condizione indispensabile per sostenere imprese, lavoro e sviluppo.»
Chiudiamo con Città di Castello. Da una parte il caso Sogepu continua a far discutere, con i timori legati ai conti della società e alle possibili ripercussioni sulla Tari. Dall’altra iniziano già le prime manovre in vista delle elezioni comunali del 2027 e il suo nome viene indicato tra i possibili candidati del centrodestra. Che momento sta vivendo la coalizione?
«Su Sogepu serve innanzitutto grande responsabilità. La priorità è garantire il servizio ai cittadini e tutelare i dipendenti, che non hanno alcuna responsabilità rispetto alle vicende che sono al vaglio della magistratura.
Poi bisognerà capire con precisione quale sarà il quadro economico definitivo. Se dovessero emergere ulteriori criticità sarà inevitabilmente una situazione complessa da gestire e l’obiettivo dovrà essere quello di evitare che il peso ricada sulle famiglie attraverso un aumento della Tari.
C’è poi una riflessione più ampia che riguarda il ciclo dei rifiuti. Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di dotare l’Umbria di impianti adeguati, evitando di continuare a conferire i rifiuti fuori regione con costi sempre più elevati. È un tema che prima o poi dovrà essere affrontato.
Per quanto riguarda le amministrative, vedo un centrodestra che sta lavorando con spirito unitario. Ci sono persone valide provenienti dalla politica, dal civismo, dal mondo delle professioni, dell’impresa e dell’associazionismo. L’obiettivo è costruire una proposta credibile, capace di interpretare quella voglia di cambiamento che, a mio avviso, oggi si percepisce chiaramente in città.
Il mio nome? È una domanda che mi viene fatta spesso. Città di Castello è la mia città ed è normale che ci sia attenzione. Non ho mai detto un no definitivo, ma oggi sarebbe prematuro parlare di candidature. Prima vengono il progetto, la squadra e il programma, poi arriveranno le scelte.
Quello che posso dire è che il centrodestra ha tutte le carte in regola per presentarsi unito e competitivo. Se sapremo individuare la persona giusta e costruire un progetto serio per la città, credo che questa possa essere davvero una partita aperta.»

