I socialisti fuori dal perimetro regionale, ma in maggioranza a Città di Castello: “Ora chiarezza in vista delle prossime sfide”
CITTÀ DI CASTELLO – Due livelli, due piani che inevitabilmente si intrecciano: Regione e territorio. È da qui che parte la riflessione di Tommaso Massimilla, segretario del Psi di Città di Castello, che interviene sulle scelte della giunta regionale umbra con toni pacati ma tutt’altro che neutri.
«Sui rifiuti non possiamo continuare a inseguire le emergenze – osserva –. Servono decisioni strutturali. Il tema del termovalorizzatore, piaccia o meno, resta sul tavolo. Altrimenti il rischio è semplice: spostare il problema e farlo pagare ai cittadini».
Un ragionamento concreto, che si collega subito a un’altra preoccupazione: «Si avverte una tendenza ad aumentare la pressione fiscale. E questo, in un momento come quello attuale, non può lasciare indifferenti. Senza una direzione chiara, il peso rischia di ricadere sempre sugli stessi».
Sulla sanità, il tono si fa ancora più diretto: «Il pubblico deve restare il punto di riferimento. Poi è evidente che oggi il sistema si regge anche sul privato, ma deve essere una scelta governata, controllata. Le persone devono poter curarsi nei tempi giusti, indipendentemente dalle possibilità economiche».
Poi la riflessione si allarga e diventa politica. «I cittadini se ne accorgono – dice –. Tra ciò che era stato promesso in campagna elettorale e quello che sta accadendo oggi c’è una distanza che si vede. Ed è lì che si gioca la credibilità».
Una distanza che ha portato i socialisti a prendere posizione sul piano regionale, senza però trasformare il passaggio in uno scontro: «È una scelta maturata nel tempo, legata alle politiche messe in campo. Più che una reazione, è una presa d’atto».
Allo stesso tempo, Massimilla chiarisce il quadro locale: «A Città di Castello il Psi è in maggioranza e continua a lavorare con responsabilità. Il livello regionale e quello comunale non sono la stessa cosa, e vanno distinti».
Un distinguo che, però, guarda già avanti. «Serve chiarezza – sottolinea –. Le persone devono capire dove si collocano le forze politiche e quali scelte intendono portare avanti».
Il riferimento alle prossime elezioni amministrative resta sullo sfondo, ma è evidente: «C’è bisogno di coerenza e riconoscibilità. Esiste un’area riformista, civica, che chiede risposte concrete, non slogan».
Nessun tono sopra le righe, ma un messaggio preciso: «Non si tratta di fare polemica. Si tratta di essere credibili. Perché alla fine è su questo che i cittadini giudicano».

