Le infrastrutture che tardano ad arrivare, il turismo che fatica a compiere il salto di qualità, la necessità di costruire un’identità territoriale più forte, ma anche sicurezza, competitività delle imprese e prospettive politiche in vista delle prossime elezioni amministrative. Sono questi i temi affrontati con Elda Rossi, esponente di Fratelli d’Italia Città di Castello, in un’intervista che guarda oltre la cronaca quotidiana e prova ad analizzare le principali sfide che attendono l’Alta Valle del Tevere.
Partiamo da una riflessione generale. Perché l’Alta Valle del Tevere continua a dare l’impressione di essere un territorio rimasto ai margini dello sviluppo?
«Perché negli anni sono state fatte scelte che non hanno dato a questo territorio l’attenzione che meritava. Eppure siamo in una posizione geografica straordinaria. Siamo al confine tra Umbria, Toscana, Marche ed Emilia-Romagna e questo dovrebbe rappresentare un vantaggio competitivo enorme. Invece, quello che poteva essere un punto di forza si è trasformato in un limite. Oggi continuiamo a convivere con un isolamento infrastrutturale che pesa sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività delle nostre imprese.»
Quando si parla di isolamento il pensiero va subito alla Ferrovia Centrale Umbra e alla E78.
«Sono le due grandi opere strategiche che il nostro territorio aspetta da troppo tempo. La Ferrovia Centrale Umbra rappresenta un servizio essenziale per studenti, lavoratori e pendolari. Sul tratto Città di Castello-Sansepolcro abbiamo addirittura rischiato di perdere i 55 milioni di euro destinati agli interventi di ammodernamento. Per fortuna il finanziamento è stato salvaguardato, ma resta il fatto che ogni ritardo significa rinviare ancora l’inizio dei lavori e continuare a lasciare il territorio senza un collegamento ferroviario moderno ed efficiente.»
Dietro questi numeri ci sono però le persone.
«Ed è proprio questo l’aspetto che non dobbiamo dimenticare. Per i cittadini interessa poco capire quale ente sia competente o quali siano i passaggi burocratici. A loro interessa poter andare a lavorare, studiare o spostarsi in tempi ragionevoli. Oggi ci sono studenti che impiegano anche un’ora e mezza per raggiungere la scuola e tanti pendolari sono costretti a organizzarsi con le auto private perché il trasporto pubblico non offre risposte adeguate. Questo incide sulla qualità della vita e rende sempre più difficile vivere e lavorare in questo territorio.»
L’altro grande capitolo riguarda la E78.
«Parliamo di un’infrastruttura attesa da oltre quarant’anni. È un’opera fondamentale non solo per Città di Castello, ma per tutta l’Alta Valle del Tevere. Serve completare la seconda canna della Galleria della Guinza e realizzare tutti i collegamenti previsti. Significa collegare il nostro territorio ai principali assi nazionali, favorire gli scambi con i porti tirrenici e adriatici, sostenere le imprese e creare nuove opportunità di sviluppo. Ogni anno perso rappresenta un’occasione mancata.»
Le infrastrutture sono strettamente legate anche allo sviluppo economico.
«Assolutamente sì. Le nostre aziende competono ogni giorno sui mercati nazionali e internazionali, ma partono con uno svantaggio evidente. Se manca una rete di collegamenti efficiente aumentano tempi e costi di trasporto, diminuisce l’attrattività del territorio e diventa più difficile richiamare nuovi investimenti. Investire sulle infrastrutture significa investire sul lavoro e sul futuro delle imprese.»
Parliamo di turismo. Città di Castello possiede un patrimonio straordinario, eppure spesso non riesce ad esprimerne tutte le potenzialità.
«Il patrimonio non manca affatto. Abbiamo Alberto Burri, la Pinacoteca Comunale, un centro storico rinascimentale di grande valore, il Festival delle Nazioni, tradizioni artigiane e agricole che raccontano la nostra storia. Il problema è che tutto questo non viene messo a sistema. Manca una strategia capace di raccontare Città di Castello come una destinazione turistica riconoscibile.»
Il calendario estivo propone oltre cento eventi. Non basta?
«Gli eventi sono importanti e rappresentano una grande ricchezza grazie all’impegno delle associazioni e di tante realtà locali. Il problema è che spesso rimangono iniziative isolate. Non esiste un filo conduttore che accompagni il visitatore alla scoperta della città. Servirebbe una programmazione che costruisca un’identità culturale forte e alcuni grandi eventi capaci di diventare un richiamo stabile anche per chi arriva da fuori regione.»
Guardando ai territori vicini sembra che qualcuno ci sia riuscito.
«Esatto. Basta osservare realtà come Gubbio, Perugia o Arezzo. Ognuna ha costruito nel tempo eventi che sono diventati il simbolo della città e che oggi attirano migliaia di visitatori. Anche Città di Castello possiede un patrimonio culturale e artistico che potrebbe diventare un vero motore di sviluppo. Occorre però una visione, una programmazione e la capacità di valorizzare tutto quello che già esiste.»
Un altro tema che torna spesso nel dibattito cittadino è quello della sicurezza.
«Credo che oggi ci sia una percezione diversa rispetto al passato. Non significa che le istituzioni non stiano lavorando, ma è evidente che serva un approccio più strutturato. Non basta intervenire quando accade un episodio di cronaca. Occorre investire nella prevenzione, rafforzare il coordinamento tra le forze dell’ordine, potenziare la videosorveglianza, valorizzare il ruolo della Polizia Locale e lavorare sulla riqualificazione urbana. Quartieri più vissuti sono anche quartieri più sicuri.»
In vista delle prossime elezioni amministrative questi temi saranno inevitabilmente al centro del confronto politico. Che messaggio vuole lanciare?
«Credo che oggi i cittadini chiedano soprattutto serietà, programmazione e una visione chiara per il futuro della città. Le infrastrutture, il turismo, la sicurezza e il sostegno alle imprese non possono essere affrontati separatamente: fanno parte di un unico progetto di sviluppo.
Come Fratelli d’Italia stiamo lavorando da tempo insieme agli alleati del centrodestra su questi temi, confrontandoci quotidianamente con le esigenze del territorio. L’esperienza maturata in Consiglio comunale ci ha permesso di conoscere da vicino le criticità, ma anche le enormi potenzialità di Città di Castello e dell’Alta Valle del Tevere.
L’obiettivo è costruire un progetto amministrativo credibile, capace di restituire competitività al territorio e valorizzarne le eccellenze. Crediamo che oggi serva una politica che sappia programmare, decidere e dare finalmente risposte concrete ai cittadini. Perché Città di Castello ha tutte le carte in regola per tornare protagonista, ma per riuscirci serve una visione di lungo periodo e la capacità di fare squadra nell’interesse dell’intero territorio.»

