CITTÀ DI CASTELLO – «Il Ministero dell’Istruzione sta andando avanti come se la sentenza del Tar non esistesse». Parte da qui il duro affondo del Partito Democratico di Città di Castello sul caso del dimensionamento scolastico. A firmare la nota è il segretario cittadino Michele Ceccagnoli, che accusa il Ministero e l’Ufficio scolastico regionale di non aver dato seguito alla decisione del Tar Umbria del 29 maggio, che aveva annullato il piano imposto dal commissario ad acta.
Secondo il Pd, i recenti provvedimenti sulla mobilità dei dirigenti scolastici e del personale Ata confermerebbero la volontà di mantenere in vigore l’assetto bocciato dai giudici, senza ripristinare la scuola media “Alighieri-Pascoli” e le due direzioni didattiche autonome.
«È un fatto gravissimo – sostiene Ceccagnoli –. Si continua ad agire come se quella sentenza non fosse mai stata pronunciata, lasciando scuole, personale e famiglie in una situazione di grande incertezza a pochi mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico».
Nel mirino del Pd finisce anche il centrodestra locale. «Chi appartiene alla stessa maggioranza che governa il Paese – osserva il segretario dem – dovrebbe spiegare ai cittadini perché una sentenza viene ignorata. Su questa vicenda il silenzio della destra tifernate è assordante».
Il Partito Democratico ribadisce quindi la vicinanza ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al personale Ata, agli studenti e alle famiglie, esprimendo al tempo stesso pieno sostegno all’azione dell’amministrazione comunale e alla diffida inviata al Ministero dal legale dell’ente.
«La legge va rispettata – conclude Ceccagnoli –. Città di Castello merita certezze e non può continuare a pagare le conseguenze di scelte che il Tar ha già dichiarato illegittime».

