CITTÀ DI CASTELLO – Per dodici minuti, questa mattina, il sole è sorto due volte nello stesso comune.
Non è una leggenda né un modo di dire. Alle 5.39 i primi raggi hanno illuminato Monte Ruperto, la piccola exclave tifernate incastonata nelle Marche tra Apecchio e Sant’Angelo in Vado. Dodici minuti dopo, alle 5.51, l’alba è arrivata anche nel centro storico di Città di Castello, osservata dalla Torre Civica che domina piazza Gabriotti.
È la prima volta che questo particolare fenomeno viene documentato e cronometrato in modo diretto. Un evento curioso, ma anche profondamente legato alla storia del territorio, che si è verificato nel giorno del solstizio d’estate e che ha aperto simbolicamente le celebrazioni per i 770 anni della Baronia di Monte Ruperto.
Da secoli quella piccola porzione di terra immersa nell’Appennino marchigiano appartiene infatti al Comune di Città di Castello. Un’anomalia geografica che ha reso possibile quello che questa mattina è stato osservato in diretta: l’alba che arriva prima nel punto più orientale del territorio comunale e solo successivamente nel capoluogo.
A Monte Ruperto, insieme al professor Giovanni Cangi e ad alcuni rappresentanti della Compagnia dei Balestrieri guidati dal presidente Francesco Izzo, è stato possibile assistere al momento esatto in cui il sole è comparso oltre il profilo dei boschi. Nello stesso momento, a oltre quaranta chilometri di distanza, telecamere e fotografi attendevano il sorgere del sole dal cuore di Città di Castello.
Più che un semplice fenomeno astronomico, quello andato in scena questa mattina è stato un incontro tra storia, geografia e tradizione. Una particolarità che pochi territori possono vantare e che continua a rendere unico il legame tra Città di Castello e la sua antica Baronia.

