02/12/2022

“Partiamo un’ottima base, superare l’8%, con 503 preferenze non era scontato, per noi è l’inizio di un percorso nuovo che affronteremo con lo stesso entusiasmo che ci ha contraddistinto in questa campagna elettorale” queste le prime parole di Gabrio Ganovelli, esponente di Terzo Polo -Italia Viva San Giustino “sono state settimane impegnative, di contatto con la gente, sono servite per capire e fare il punto, qualora ce ne fosse stato bisogno, di quali siano le reali difficoltà che cittadini e imprese stanno affrontando in questo periodo di crisi pandemica ed economica detto ciò, le politiche sono il passato quello che serve ora è pensare al futuro, che per quanto riguarda San Giustino, sono le amministrative che si svolgeranno nella primavera del 2024.

Come movimento politico abbiamo idee e progetti chiari” prosegue Ganovelli “per noi conta la qualità delle persone che dovranno amministrare la macchina pubblica, null’altro. Serve competenza, preparazione, contezza del momento che stiamo attraversando, sia per quanto riguarda il ruolo di Sindaco, che per la Giunta oltre ad una totale discontinuità rispetto al passato, servono persone nuove, pronte ad affrontare con caparbietà il ruolo che saranno chiamati a ricoprire. Sulla questione delle alleanza, per correttezza, preferisco non rispondere, le amministrative sono lontane e tante cose potrebbero cambiare.

Altra questione riguarda i rapporti con il centro sinistra. Sento parlare di associazioni, di partiti che dovranno fare un passo di lato per favorire la nascita di un percorso nuovo, sono sincero a noi piace metterci la faccia, nascondersi dietro il nome di un’associazione non è nel nostro stile. Sulle primarie non mi esprimo come terzo polo, se saremo chiamati a partecipare vedremo, ma noi stiamo lavorando da tempo ad un progetto e a un candidato che sia espressione dei nostri valori. Ultima questione su cui vale la pena soffermarsi” conclude Ganovelli “è la qualità delle proposte che verranno presentate alla cittadinanza, sarebbe opportuno parlare di cose che si possono realizzare, visti i precedenti, sarebbe il minimo sindacale per chi ha l’onere e l’onore di essere chiamato a ricoprire ruoli così importanti”

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